
Sin da piccola mostra
interesse per l'arte e frequenta diversi corsi di pittura e
disegno in Città del Messico, tra i quali si distaccano quelli
fatti con la pittrice Monika García Kuenh, artista di esperienza
internazionale, e quello con Pedro Hernández, allievo del famoso
pittore messicano Diego Rivera.
Posteriormente realiza studi,
a livello professionale, in Belle Arti, ottenendo la
specializzazione sui dipinti all'olio, nel Centro Internazionale
di Enti Culturali, scuola di origine svizzera che conta con una
sede a Città del Messico.
Nel 1998 partecipa a un
concorso d'arte sulle riproduzioni di opere famose. La sua opera
"Riproduzione dell'opera L'Incontro, di Remedios Varo" vince il
primo posto e ottiene una borsa di studio nella scuola d'arte
Palazzo Spinelli a Firenze, Italia.
Decide poi di continuare gli
studi d'arte in Italia. Torna in Messico per brevi periodi per
organizzare diverse mostre. Nel 2000 decide di trasferirsi a
Torino e comincia un corso come tecnico professionale sul
restauro e conservazione di centri storici.
Attualmente si dedica alla
pittura, al restauro e alla docenza delle tecniche di restauro e
conservazione dell'arte.
Sulla sua opera…
Fin dall’inizio
la tendenza che predomina nelle sue opere è senza dubbio il
Surrealismo. Le opere nascono dai sogni, dagli intimi sentimenti
inconsci e, a volte, inespressi. Prende dalla letteratura del
periodo gotico e romantico le sensazioni melanconiche, tragiche
per poi trasportarle sulla tela, la quale diventa lo scenario di
inusitati personaggi.
“L’intensità cromatica delle sue opere, gli
argomenti fantastici
e le figure stilizzate dei personaggi che vi
risiedono,
ci conducono alla soglia della dimensione
magica…”
Alfonso Donaciano,
Galleria Sumattra.
Messico, 1999.
“Opera bivalente, densa,
misteriosa, che penetra nella mia mente
e risveglia pensieri tenebrosi e nascosti, d’
amore e tradimento, pazzia e euforia….”
Alejandro Arzumanian,
Musicista – poeta argentino.
Messico, 2000.
“La sua è una opera di amore per l’occulto, cioè,
quello che
gli occhi non riescono a percepire. C’è molta
sensibilità, ambiguità
e delicatezza nei suoi dipinti. Un cuore che si
spezza, una luce che nasce,
può dipingere l’inferno e il paradiso…”
Pedro Hernandez, Professore di pittura,
allievo del famoso pittore messicano Diego Rivera.
Però la sua opera non si ferma nel
surrealismo. Si avventura anche nel disegno astratto organico,
nel figurativo, ma conservando sempre alla base un motivo
onirico che spunta sia nelle tematiche affrontate che nel
contenuto dei testi scritti abbinati alle opere. Usa
fondamentalmente colori ad olio, prendendo dalla natura i suoi
personaggi principali. Tende a dipingere serie o dittici o
trittici, anche se si possono trovare numerosi opere senza un
“compagno” che lei chiama “gocce nel tempo in attesa di un
compagno”.
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